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Ma quegli uomini allungarono le loro mani e tirarono Lot in casa con loro, e chiusero la porta.
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colpirono quindi di cecità la gente che era alla porta della casa, dal più piccolo al più grande, cosicché si stancarono nel tentativo i trovare la porta.
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Allora quegli uomini dissero a Lot: "Chi altro hai tu qui? Fa' uscire da questo luogo i tuoi generi, i tuoi figli e le tue figlie, e chiunque tu abbia in città,
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poiché noi stiamo per distruggere questo luogo, perché il grido dei suoi abitanti è grande davanti all'Eterno e l'Eterno ci ha mandati a distruggerlo".
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Allora Lot uscì e parlò ai suoi generi che avevano sposato le sue figlie, e disse: "Levatevi, uscite da questo luogo, perché l'Eterno sta per distruggere la città". Ma ai generi parve che egli volesse scherzare.
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Come spuntò l'alba, gli angeli sollecitarono Lot, dicendo: "Levati, prendi tua moglie e le tue figlie che si trovano qui, affinché tu non perisca nel castigo di questa città".
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Ma siccome egli si indugiava, quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, perché l'Eterno aveva avuto misericordia di lui, lo fecero uscire e lo condussero in salvo fuori della città.
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Come essi li conducevano fuori uno di loro disse: "Fuggi per salvare la tua vita! Non guardare indietro e non ti fermare in alcun luogo della pianura; salvati al monte che tu non abbia a perire!".
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Ma Lot rispose loro: "No, mio signore!
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Ecco, il tuo servo ha trovato grazia agli occhi tuoi e tu hai usato grande misericordia verso di me, salvandomi la vita; ma io non riuscirò a raggiungere il monte prima che il disastro mi sopraggiunga ed io perisca.
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Ecco, questa città è abbastanza vicina per potervi arrivare, ed è piccola. Deh, lascia che io fugga là (non è essa piccola?), e così avrò salva la vita".
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L'angelo gli disse: "Ecco, io ti concedo anche questa richiesta: di non distruggere la città, di cui hai parlato.
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Affrettati, fuggi là, perché io non posso fare nulla finché tu vi sia giunto". Perciò quella città fu chiamata Tsoar.
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Il sole si levava sulla terra quando Lot arrivò a Tsoar.
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Allora l'Eterno fece piovere dal cielo su Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco, da parte dell'Eterno.
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Così egli distrusse quelle città, tutta la pianura, tutti gli abitanti della città e quanto cresceva sul suolo.
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Ma la moglie di Lot si volse a guardare indietro e diventò una statua di sale.
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Abrahamo si levò al mattino presto e andò al luogo dove si era fermato davanti all'Eterno;
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poi guardò verso Sodoma e Gomorra e verso tutta la regione della pianura, ed ecco vide un fumo che si levava dalla terra, come il fumo di una fornace
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Così avvenne che, quando Dio distrusse la città della pianura, Dio si ricordò di Abrahamo e fece allontanare Lot di mezzo al disastro, quando distrusse le città dove Lot aveva dimorato.
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