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Poi Lot uscì da Tsoar e andò ad abitare sul monte insieme con le sue due figlie, perché aveva paura di stare a Tsoar; e si stabilì in una caverna con le sue due figlie.
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Ora la maggiore disse alla minore: "Nostro padre è vecchio, e non vi è più alcun uomo nel paese che possa unirsi a noi, come si usa su tutta la terra.
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vieni, facciamo bere del vino a nostro padre e corichiamoci con lui; così potremo assicurare una discendenza a nostro padre".
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Così quella stessa notte fecero bere del vino al loro padre; e la maggiore entrò e si coricò con suo padre: ed egli non si accorse né quando ella si coricò né quando si levò.
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All'indomani la maggiore disse alla minore: "ecco, la notte scorsa io mi sono coricata con mio padre; Facciamogli bere del vino anche questa notte; poi tu entra e coricati con lui, affinché possiamo assicurare una discendenza a nostro padre".
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Anche quella notte fecero bere del vino al loro padre, e la minore andò a coricarsi con lui; ed egli non si accorse né quando ella si coricò né quando si levò.
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Così le due figlie di Lot rimasero incinte per mezzo del loro padre.
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La maggiore diede alla luce un figlio, al quale pose nome Moab. Questi è il padre dei Moabiti, che sussistono fino al giorno d'oggi.
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Anche la minore partorì un figlio, al quale pose nome Ben-Ammi. Questi è il padre degli Ammoniti, ce sussistono fino al giorno d'oggi.
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Abrahamo si spostò di là andando verso il Neghev, e dimorò fra Kadesh e Shur, poi si stabilì a Gherar.
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Ora Abrahamo diceva di Sara sua moglie: "E' mia sorella". Così Abimelek re di Gherar, mandò a prendere Sara.
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Ma Dio venne da Abimelek in un sogno di notte, e gli disse: "ecco, tu stai per morire, a motivo della donna che hai preso, perché ella è sposata".
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Abimelek però non si era accostato a lei, e disse: "Signore, faresti tu perire una nazione, anche quando fosse giusta?
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Non mi ha egli detto: "E' mia sorella", e lei stessa ha detto: "E' mio fratello"? Ho fatto questo nell'integrità del mio cuore e con mani innocenti".
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Dio gli disse nel sogno: "Si, lo so che hai fatto questo nell'integrità del tuo cuore e ti ho quindi impedito dal peccare contro di me; per questo non ti ho permesso di toccarla.
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Ora dunque restituisci la moglie di quest'uomo, perché è un profeta; ed egli pregherà per te e tu vivrai. Ma se non la restituisci, sappi per certo che tu morrai, tu e tutti i tuoi".
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Così Abimelek si alzò il mattino presto, chiamò tutti i suoi servi e raccontò loro tutte queste cose, quegli uomini furono presi da grande paura.
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Poi Abimelek chiamò Abrahamo e gli disse: "Che ci hai fatto? E che cosa ho io fatto contro di te, per aver fatto venire su di me e sul mio regno un peccato così grande? Tu mi hai fatto cose che non si dovevano fare".
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Poi Abimelek disse ad Abrahamo: "Che cosa pensavi di fare agendo in questo modo?".
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Abrahamo rispose: "L'ho fatto, perché dicevo fra me: "Certo, in questo luogo non c'è timore di Dio; e mi uccideranno a causa di mia moglie".
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Inoltre ella è veramente mia sorella, figlia di mio padre, ma non figlia di mia madre; ed è poi divenuta mia moglie.
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Ora quando Dio mi fece errare lontano dalla casa di mio padre, io le dissi: "Questo è il favore che mi farai; dovunque andremo, dirai di me: E' mio fratello".
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Allora Abimelek prese pecore, buoi, servi e serve, e li diede ad Abrahamo; e gli restituì sua moglie Sara.
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Poi Abimelek disse: "Ecco, il mio paese ti sta davanti; dimora dovunque ti piace".
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E a Sara disse: "Ecco, io ho dato a tuo fratello mille pezzi d'argento; questo servirà per coprire l'offesa fatta a te davanti a tutti quelli che sono con te; così sei giustificata davanti a tutti".
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Allora Abrahamo pregò Dio, e Dio guarì Abimelek, sua moglie e le sue serve, ed esse poterono partorire.
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Poiché l'Eterno aveva del tutto resa sterile l'intera casa di Abimelek, a motivo di Sara moglie di Abrahamo.
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L'Eterno visitò Sara come aveva detto; e l'Eterno fece a Sara come aveva promesso.
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E Sara concepì e partorì un figlio ad Abrahamo nella sua vecchiaia, al tempo stabilito, che Dio gli aveva detto.
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E Abrahamo pose nome Isacco al figlio che gli era nato, e che Sara gli aveva partorito.
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Poi Abrahamo circoncise suo figlio Isacco all'età di otto giorni, come Dio gli aveva comandato.
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Ora Abrahamo aveva cento anni, quando gli nacque suo figlio Isacco.
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E Sara disse: "Dio mi ha dato di che ridere; chiunque lo udrà riderà con me".
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E disse pure: "Chi avrebbe mai detto ad Abrahamo che Sara allatterebbe figli? Poiché io gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia".
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Il bambino dunque crebbe e fu svezzato; e nel giorno che Isacco fu svezzato Abrahamo fece un gran convito.
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Ora Sara vide che il figlio partorito ad Abrahamo da Agar, l'egiziana, rideva.
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Allora ella disse ad Abrahamo: "Scaccia questa serva e suo figlio, perché il figlio di questa serva non dev'essere erede con mio figlio, con Isacco".
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La cosa dispiacque grandemente ad Abrahamo, a motivo di suo figlio.
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Ma Dio disse ad Abrahamo: "Non essere addolorato a motivo del ragazzo e della tua serva; dà ascolto a tutto quello che Sara ti dice, perché uscirà da Isacco la discendenza che porterà il tuo nome.
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Ma egli rispose: "L'Eterno, davanti al quale ho camminato, manderà il suo angelo con te e farà prosperare il tuo viaggio, e tu prenderai per mio figlio una moglie dal mio parentado e dalla casa di mio padre.
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Sarai sciolto dal giuramento, fattomi, quando sarai andato dal mio parentado; se poi non vorranno dartela, allora sarai sciolto dal giuramento fattomi".
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Oggi sono arrivato alla fonte e ho detto: "O Eterno, Dio del mio signore Abrahamo, se così ti piace, ti prego di far prosperare il viaggio che ho intrapreso;
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ecco, io mi fermo presso la fonte d'acqua; fa' che la fanciulla che uscirà ad attingere acqua e alla quale dirò: "Deh, lasciami bere un po' d'acqua dalla tua brocca",
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e che mi dirà: "Bevi pure e ne attingerò anche per i tuoi cammelli", sia la moglie che l'Eterno ha destinato al figlio del mio signore.
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Prima che io avessi finito di parlare in cuor mio, ecco uscir fuori Rebecca con la sua brocca sulla spalla; ella scese alla fonte e attinse acqua. Allora io le dissi:
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"Deh, lasciami bere!". Ed ella si affrettò a calare la brocca dalla spalla e rispose: "Bevi, e darò da bere anche ai tuoi cammelli". Così bevvi io, ed ella diede pure da bere ai cammelli.
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Allora la interrogai e le dissi: "Di chi sei figlia?". Ella rispose: "Sono figlia di Bethuel, figlio di Nahor, che Milkah gli partorì". Così io le misi l'anello al naso e i braccialetti ai polsi.
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Poi mi inchinai, adorai l'Eterno e benedissi l'Eterno, il Dio di Abrahamo mio signore, che mi ha condotto per la giusta via a prendere per suo figlio la figlia del fratello del mio signore.
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E ora, se volete usare benevolenza e fedeltà verso il mio signore, ditemelo; se no, ditemelo lo stesso e io mi volgerò a destra o a sinistra".
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Allora Labano e Bethuel risposero e dissero: "La cosa procede dall'Eterno; noi non possiamo parlarti né in bene né in male.
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Ecco, Rebecca è qui davanti a te, prendila, va', e divenga ella la moglie del figlio del tuo signore, come l'Eterno ha detto".
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Quando il servo di Abrahamo udì le loro parole, si prostrò a terra davanti all'Eterno.
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Il servo trasse fuori oggetti d'argento e oggetti d'oro e vesti e li diede a Rebecca; e donò pure delle cose preziose al fratello e alla madre di lei.
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Poi mangiarono e bevvero, egli e gli uomini che erano con lui, e si fermarono per la notte. Alzatisi al mattino, il servo disse: "Lasciatemi tornare dal mio signore".
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Il fratello e la madre di Rebecca dissero: "Lascia che la fanciulla rimanga alcuni giorni con noi, almeno una diecina; poi se ne può andare".
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Ma egli rispose loro: "Non mi trattenete, perché l'Eterno ha fatto prosperare il mio viaggio; lasciatemi partire, affinché io me ne torni dal mio signore".
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Allora essi dissero: "Chiamiamo la fanciulla e chiediamo a lei stessa".
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Allora chiamarono Rebecca e le dissero: "Vuoi andare con quest'uomo?". Ella rispose: "Si, andrò".
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Così lasciarono andare Rebecca loro sorella e la sua balia col servo di Abrahamo e i suoi uomini.
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E benedissero Rebecca e le dissero: "Sorella nostra, possa tu divenire madre di migliaia di miriadi e possa la tua discendenza possedere la porta dei suoi nemici".
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Allora Rebecca e le sue serve si levarono, montarono sui cammelli e seguirono quell'uomo. Così il servo prese Rebecca e se ne andò.
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Or Isacco era tornato dal pozzo di Lahai-Roi, perché abitava nella regione del Neghev.
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Isacco era uscito, sul far della sera, per meditare nella campagna; ed egli alzò gli occhi e guardò, ed ecco venire dei cammelli.
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Anche Rebecca alzò gli occhi e vide Isacco; allora ella smontò in fretta dal cammello,
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e disse al servo: "Chi è quell'uomo che viene nel campo incontro a noi?". Il servo rispose: "E' il mio signore". Allora ella, preso il velo, si coprì.
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Poi il servo raccontò a Isacco tutte le cose che aveva fatto.
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Isacco introdusse Rebecca nella tenda di Sara sua madre e la prese con sé; ella divenne sua moglie ed egli l'amò. Così Isacco fu consolato dopo la morte di sua madre.
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