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Ora il serpente era il più astuto di tutte le fiere dei campi che l'Eterno Dio aveva fatto, e disse alla donna: "Ha Dio veramente detto: "Non mangiate di tutti gli alberi del giardino?".
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E la donna rispose al serpente: "Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare;
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ma del frutto dell'albero che è in mezzo al giardino Dio ha detto: "Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete".
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Allora il serpente disse alla donna: "voi non morrete affatto;
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ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri si apriranno e sarete come Dio, conoscendo il bene e il male".
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6
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E la donna vide che l'albero era buono da mangiare, che era piacevole agli occhi e che l'albero era desiderabile per rendere uno intelligente; ed ella prese del suo frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito che era con lei, ed egli ne mangiò.
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7
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Allora si apersero gli occhi di ambedue e si accorsero di essere nudi; cosi cucirono delle foglie di fico e fecero delle cinture per coprirsi.
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Poi udirono la voce dell'Eterno Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno; e l'uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza dell'Eterno Dio fra gli alberi del giardino.
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Allora l'Eterno Dio chiamò l'uomo e gli disse: "Dove sei?".
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Egli rispose: "Ho udito la tua voce nel giardino, e ho avuto paura perché ero nudo, e mi sono nascosto".
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E Dio disse: "Chi ti ha mostrato che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero del quale io ti avevo comandato di non mangiare?".
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L'uomo rispose: "La donna che tu mi hai messo accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato".
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E l'Eterno Dio disse alla donna: "Perché hai fatto questo?". La donna rispose: "Il serpente mi ha sedotta, e io ne ho mangiato".
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Allora l'Eterno Dio disse al serpente: "Poiché hai fatto questo, sii maledetto fra tutto il bestiame e fra tutte le fiere dei campi! Tu camminerai sul tuo ventre e mangerai polvere tutti i giorni della tua vita.
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E io porrò inimicizia fra te e la donna e fra il tuo seme e il seme di lei; esso ti schiaccerà il capo, e tu ferirai il suo calcagno".
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Alla donna disse: "Io moltiplicherò grandemente le tue sofferenze e le tue gravidanze; con doglie partorirai figli: i tuoi desideri si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su di te".
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Poi disse ad Adamo: "Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero circa il quale io ti avevo comandato dicendo: "Non ne mangiare", il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con fatica tutti i giorni della tua vita.
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18
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Esso ti produrrà spine e triboli, e tu mangerai l'erba dei campi;
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mangerai il pane col sudore del tuo volto, finché tu ritorni alla terra perché da essa fosti tratto; poiché tu sei polvere, e in polvere ritornerai".
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E l'uomo diede a sua moglie il nome di Eva, perché lei fu la madre di tutti i viventi.
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21
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Poi l'Eterno Dio fece ad Adamo e a sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì.
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E l'Eterno Dio disse: "Ecco, l'uomo è divenuto come uno di noi, perché conosce il bene e il male. Ed ora non bisogna permettergli di stendere la sua mano per prendere anche dell'albero della vita perché mangiandone, viva per sempre".
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23
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Perciò l'Eterno Dio mandò via l'uomo dal giardino di Eden perché lavorasse la terra da cui era stato tratto
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24
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Così egli scacciò l'uomo; e pose ad est del giardino di Eden i cherubini, che roteavano da tutt'intorno una spada fiammeggiante, per custodire la via dell'albero della vita.
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