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1
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Questo è il libro della discendenza di Adamo. Nel giorno in cui Dio creò l'uomo lo fece a somiglianza di Dio.
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Ma anche del figlio di questa serva io farò una nazione, perché è tua discendenza".
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3
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Abrahamo si levò al mattino presto, prese del pane e un otre d'acqua e li diede ad Agar; mise tutto sulle sue spalle e la mandò via assieme al fanciullo. Così ella partì e andò errando per il deserto di Beer-Sceba.
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Quando l'acqua dell'otre finì, ella mise il fanciullo sotto un cespuglio.
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E andò a sedersi di fronte a lui, alla distanza di un tiro d'arco, perché diceva: "Non voglio vedere il fanciullo morire!". Così ella si sedette di fronte a lui e alzò la voce e pianse.
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E Dio udì la voce del ragazzo; e l'angelo di Dio chiamò Agar dal cielo e le disse: "Che hai, Agar? Non temere, perché Dio ha udito la voce del ragazzo là dove si trova.
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Levati, solleva il ragazzo e tienilo forte con la tua mano, perché io farò di lui una grande nazione".
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Allora Dio le aperse gli occhi ed ella vide un pozzo d'acqua; così andò a riempire d'acqua l'otre e diede da bere al ragazzo.
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E Dio fu col ragazzo; ed egli crebbe, abitò nel deserto e divenne un tiratore d'arco.
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Egli abitò nel deserto di Paran e sua madre gli prese una moglie dal paese d'Egitto.
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In quel tempo Abimelek, assieme a Pikol, capo del suo esercito, parlò ad Abrahamo, dicendo: "Dio è con te in tutto quello che fai;
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Ora dunque giurami qui nel nome i Dio, che tu non ingannerai né me né i miei figli né i miei nipoti, ma che userai verso di me e verso il paese dove hai soggiornato come forestiero la stessa benevolenza che io ho usato verso di te".
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Abrahamo rispose: "Lo giuro"
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Poi Abrahamo rimproverò Abimelek a motivo di un pozzo d'acqua, di cui i servi di Abimelek si erano impadroniti.
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Abimelek disse: "io non so chi abbia fatto questo; tu stesso non me lo hai fatto sapere e io non ne ho sentito parlare che oggi".
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Allora Abrahamo prese pecore e buoi e li diede ad Abimelek; e i due fecero alleanza.
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Poi Abrahamo mise da parte sette agnelle del gregge.
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E Abimelek disse ad Abrahamo: "Che vogliono dire queste sette agnelle che tu hai messo da parte?".
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Abrahamo rispose: "Tu accetterai dalla mia mano queste sette agnelle, perché ciò mi serva da testimonianza che io ho scavato questo pozzo".
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Perciò egli chiamò quel luogo Beer-Sceba, perché là avevano fatto ambedue giuramento.
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Così fecero alleanza a Beer-Sceba. Poi Abimelek e Pikol, capo del suo esercito, si alzarono e se ne tornarono nel paese dei Filistei.
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Poi Abrahamo piantò un tamarisco a Beer-Sceba e là invocò il nome dell'Eterno, il Dio d'eternità.
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Abrahamo soggiornò come forestiero molto tempo nel paese dei Filistei.
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Dopo queste cose Dio mise alla prova Abrahamo e gli disse: "Abrahamo!". Egli rispose: "Eccomi".
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E Dio disse: "Prendi ora tuo figlio, il tuo unico figlio, colui che tu ami, Isacco, va' nel paese di Moriah e là offrilo in olocausto sopra uno dei monti che io ti dirò".
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Così Abrahamo si alzò al mattino presto, mise il basto al suo asino, prese con sé due dei suoi servi e Isacco suo figlio e spaccò della legna per l'olocausto; poi partì per andare al luogo che Dio gli aveva detto.
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Il terzo giorno Abrahamo alzò gli occhi e vide da lontano il luogo.
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Allora Abrahamo disse ai suoi servi: "Rimanete qui con l'asino; io e il ragazzo andremo fin là e adoreremo; poi ritorneremo da voi".
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Così Abrahamo prese la legna per l'olocausto e la caricò su Isacco suo figlio; poi prese in mano sua il fuoco e il coltello e s'incamminarono tutt'e due insieme.
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E Isacco parlò a suo padre Abrahamo e disse: "Padre mio!". Abrahamo rispose: "Eccomi, figlio mio". E Isacco disse: "Ecco il fuoco e la legna; ma dov'è l'agnello per l'olocausto?".
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Abrahamo rispose: "Figlio mio, Dio provvederà egli stesso l'agnello per l'olocausto". E proseguirono tutt'e due insieme.
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Così giunsero al luogo che Dio gli aveva indicato, e là Abrahamo edificò l'altare e vi accomodò la legna; poi legò Isacco suo figlio e lo depose sull'altare sopra la legna.
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