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E la parola dell'Eterno fu rivolta a Giona, figlio di Amittai, dicendo:
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"Lèvati va' a Ninive, la grande città e predica contro di lei, perché la loro malvagità è salita davanti a me".
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Ma Giona si levò per fuggire a Tarshish, lontano dalla presenza dell'Eterno. Così scese a Giaffa, dove trovò una nave che andava a Tarshish. Pagò il prezzo stabilito e s'imbarcò per andare con loro a Tarshish, lontano dalla presenza dell'Eterno.
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4
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Ma l'Eterno scatenò un forte vento sul mare e si levò una grande tempesta sul mare, sicché la nave minacciava di sfasciarsi.
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I marinai spaventati, gridarono ciascuno al proprio dio e gettarono in mare il carico che era sulla nave per alleggerirla. Intanto Giona era sceso nelle parti più recondite della nave, si era coricato e dormiva profondamente.
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Il capitano gli si avvicinò e gli disse: "Che fai così profondamente addormentato? Alzati, invoca il tuo Dio! Forse Dio si darà pensiero di noi e non periremo".
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Poi si dissero l'un l'altro: "Venite gettiamo le sorti per sapere a causa di chi ci è venuta addosso questa sciagura". Così gettarono le sorti e la sorte cadde su Giona.
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Allora gli chiesero: "Spiegaci dunque per causa di chi ci è venuta addosso questa sciagura. Qual è il tuo mestiere? Da dove vieni? Qual è il tuo paese? A quale popolo appartieni?".
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Egli rispose loro: "Io sono un Ebreo e temo l'Eterno il Dio del cielo, che ha fatto il mare e la terra ferma".
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Allora quegli uomini furono presi da grande spavento e gli dissero: "Perché hai fatto questo?". Essi infatti si erano resi conto che egli fuggiva lontano dalla presenza dell'Eterno perché lo aveva loro detto.
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Essi gli dissero: "Cosa dobbiamo farti perché il mare si calmi per noi?". Il mare infatti si faceva sempre più tempestoso.
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Egli rispose loro: "Prendetemi e gettatemi in mare e il mare si calmerà per voi, perché io so che questa grande tempesta vi è venuta addosso per causa mia".
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Tuttavia quegli uomini remavano con forza per riportare la nave a terra, ma non riuscivano, perché il mare si faceva sempre più tempestoso contro di loro.
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Perciò gridarono all'Eterno e dissero: "Deh, o Eterno, non lasciare che periamo per la vita di questo uomo e non renderci colpevoli di sangue innocente, perché tu, o Eterno, hai fatto come hai voluto".
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Quindi presero Giona e lo gettarono in mare, e la furia del mare si calmò.
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Quegli uomini allora, presi da un gran timore dell'Eterno, offrirono un sacrificio all'Eterno e fecero voti.
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